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giovedì 13 marzo 2014

Dimenticate le baionette

di Raffaella Vitulano

Siamo nel pieno di una guerra. Quella valutaria. Dimenticate le baionette, e forse anche le atomiche. Oggi le guerre si fanno coi nervi sul mercato dei cambi, e il tiro alla fune spezzerà l'euro? Da questo, e non dai bla bla bla di politici ruspanti, dipendono le sorti di imprese e lavoratori. E' dalle plissettature intricate di nodi europei che si srotolerà il tessuto produttivo italiano. Il prelievo sui patrimoni sembra la proposta-chiave per il risanamento d'Italia ideata da Davide Serra, il finanziere del fondo Algebris, consulente economico di Mr. Renzi. E non a caso, dietro rispunta Bruxelles. In un documento segreto, la Commissione europea - rivela la Reuters- spiega infatti come "i risparmi dei 500 milioni di cittadini dell'Unione Europea saranno usati per finanziare investimenti a lungo termine per stimolare l'economia e contribuire a riempire il vuoto lasciato dalle banche dall'inizio della crisi finanziaria". In pratica, sarà la confisca dei vostri risparmi depositati in banca il vero volano della ripresa (ammesso che ci sia). E sempre la Commissione suggerirà inoltre agli stati membri, con un disegno-bozza di legge, di "mobilitare più risparmi personali per pensioni allo scopo di finanziare a lungo termine" progetti produttivi. Quando? Nella seconda metà dell'anno, ipotizza Reuters. A Bruxelles cominciano intanto a prendere forma i contratti bilaterali per le riforme, fortemente voluti dalla Merkel; aulici, volontari e indefiniti "Partenariati per la crescita, l'occupazione e la competitività". L'idea e che la Commissione offra maggiori margini per il deficit in cambio di vincoli ancora più stretti sul lato delle riforme, frase ambigua dietro cui si celerebbe una lettera di Frau Angela su come emendare il Trattato di Maastricht, in particolare il Protocollo n˚14, per rendere piu cogenti i contractual agreements tra Stati membri dell'Ue e la Commissione e il Consiglio, rafforzando le misure di austerità, di riforma dei mercati del lavoro e di riduzione del debito pubblico, ecc.. In cambio, vaghe promesse di future misure di solidarietà, con meccanismi fumosi, complicati, ancora una volta di incerta natura giuridica comunitaria. In aggiunta, per rifinanziare l'economia reale resterà il costoso Mes, meccanismo di stabilità con il quale ci hanno gabellato - manco fosse un sortilegio del mago Faust e non un trattato approvato dal parlamento - un Fondo Salva Banche Tedesche con un Fondo Salva Stati in difficoltà . E infatti un fondo a cui l'Italia contribuisce con decine di miliardi annui, e che i gestori del Fondo investono in bond con tripla A; ossia esclusivamente in titoli germanici. Sicchè la povera Italia alla fine finanzia la Germania. Alla faccia della solidarietà.
r.vitulano@cisl.it
(5 marzo 2014)


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