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giovedì 13 marzo 2014

Italians, giardinieri dei tedeschi

di Raffaella Vitulano
 
Niall Ferguson - storico britannico, in gioventù allineato con la linea punk dei Sex Pistols e oggi biografo di Henry Kissinger - immagina che, tra non molti anni, gli italiani faranno i camerieri o i giardinieri alle seconde case dei tedeschi. Una suggestiva quanto spericolata capriola, che ci suggerisce come la strada intrapresa dall'Italia rischi di deragliare verso il colonialismo monetario della Germania. Fa poi riflettere l'intervento del Presidente tedesco Joachim Gauck, per il quale la Germania dovrebbe ora far sentire con più forza il suo peso e la sua influenza nel mondo per la potenza economica che rappresenta. Eppure un altro tedesco, il sociologo Wolfgang Streeck, erede del pensiero critico della storica Scuola di Francoforte, ha di recente denunciato il miraggio monetario di chi non si è reso conto della pericolosa macchinazione bancaria che c'é dietro il mito del rigore ad ogni costo, sostenitore del quale è il neo ministro dell'Economia,Pier Carlo Padoan. Il premier Renzi parla con Obama ed apre ad una sostanziosa riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, cavallo di battaglia all'Ocse di Padoan, senza però indviduare coperture. E qui arriva il suggerimento di un gruppo di economisti, che azzardano un'azione dirompente in tempi brevi sul cuneo fiscale ricorrendo allo strumento della Emergency Liquidity Assistance (Ela), previsto dall'articolo 14.4 dello Statuto del Sistema europeo di banche centrali, il cosiddetto Sebc, che consente alla banche centrali nazionali di stampare moneta in caso di emergenza, opzione sostenuta anche dal The Economist. Ma non operazioni di quantitative easing (le cosiddette QE) convenzionali, che si limitano ad iniettare moneta ai frequentatori di Wall Street e non di Main Street, quanto una politica monetaria di Overt Money Financing, una manovra assolutamente legale a favore della gente in cui si bypassano le banche e si concedono soldi freschi di stampa direttamente agli Stati ad una condizionalità (ad es. proprio la riduzione del cuneo fiscale), senza che tale operazione rientri nel quadro della politica monetaria unitaria europea. So che non amate le sigle, ma un'operazione di Omf fatta con lo strumento dell'Ela non violerebbe neppure l'art. 123 del Trattato di Lisbona (che non consente alla Bce di finanziare direttamente gli Stati), e in quanto strumento di emergenza potrebbe assicurarci magari anche 50 miliardi. L'ex governatore della Fed, Ben Bernanke, da anni sostiene che nei casi come quello del Giappone e dell'Italia la migliore via d'uscita sia proprio quella dell'Omf, la cui approvazione in sede Bce forse comincerebbe coi fatti a ridare ai cittadini fiducia in quest'Europa malconcia.
r.vitulano@cisl.it

(25 febbraio 2014)

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