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mercoledì 5 marzo 2014

L’esempio Usa: o le borse o la vita

di Raffaella Vitulano 

L'incontro a Washington tra Letta e Obama spinge il nostro presidente all'immedesimazione: "Capisco Obama, anche io ho i miei problemi: non è facile raggiungere accordi politici". Ecco, proprio questo è il punto: la politica. A Washington il solo shutdown, durato lunghi 16 giorni, è costato caro a Zio Sam: almeno 24 miliardi di dollari e 800 mila dipendenti pubblici lasciati a casa. Senza dimenticare il fallimento di Detroit. Quando la politica smarrisce la via, commette imperdonabili errori. Ed è quanto sta accadendo anche in Europa, dove i Men in black della troika sono a un passo dal divorzio, a tre anni di distanza dalla sua creazione fuori da ogni ambito giuridico dei trattati europei. Per il columnist del Financial Times Munchau, l'austerità combinata alla restrizione del credito rende i distratti politici europei colpevoli per questo calo permanente, e non necessario, di produzione ed occupazione. La strategia di bilancio continua del resto ad essere imperniata su obiettivi di carattere finanziario, negli Usa come in Italia.Magli incipit dei comunicati ufficiali sostengono ben altro. La crisi sconfina così in una grottesca mistificazione che lo scorso anno il Presidente della Corte dei Conti identificò nella "visione distorta ed incompleta delle ragioni della crisi che l'Europa sta attraversando". Miopia e strabismo. Mentre l'Fmi ipotizza il prelievo forzoso del 10% sui risparmi netti dei nuclei familiari della zona euro, la diseguaglianza sociale tocca livelli record e si configura come vera e propria "scelta" dei governi. Lo ribadisce, sconfortato, il Nobel Joseph Stiglitz nell'articolo Inequality Is a Choice. L'Europa vuole seguire il cattivo esempio americano con la camicia di forza dell'austerità come premessa per la prosperità, ma il Monòpoli va al ribasso. Il soft power americano si sgonfia, le tre sorelle Usa del rating non contano più, la Cina detta legge sui mercati finanziari declassando il rating sul debito degli Stati Uniti da "A" ad "A-". Un lancio di dadi, e Dagong Global li ha messi sotto il Botswana come merito di credito.

r.vitulano@cisl.it

(18 ottobre 2013)

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