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mercoledì 6 agosto 2014

Ebola, è guerra biologica?

di Raffaella Vitulano

Leggo sull'Ansa la notizia che  un malato arriva in Spagna, primo caso in Europa. E già è di per sè una notizia. Ma ammetto che quando leggo qualsiasi sito adoro scorrere i testi fino ad arrivare alla parte a volte più interessante, i commenti. Il primo, di un Top Commentator, lascia francamente di sasso: "Glenn Thomas, autorevole consulente dell’OMS a Ginevra, esperto in AIDS e, soprattutto, in Virus Ebola, era a bordo del Boeing 777 della Malaysia Airlines abbattuto ai confini tra l’Ucraina e la Russia. Glenn Thomas era anche il coordinatore dei media ed era coinvolto nelle inchieste che stavano portando alla luce le controverse operazioni di sperimentazione di virus Ebola nel laboratorio di armi biologiche presso l’ospedale di Kenema. Ora che questo laboratorio è stato chiuso per volontà del Governo della Sierra Leone, emergono ulteriori particolari in merito agli interessi che nascosti dietro la sua gestione". La nota a commento scorre come un rullo, citando addirittura Bill e Melinda Gates come aventi connessioni con i laboratori di armi biologiche situati a Kenema, al pari di George Soros che, tramite la sua Fondazione, finanzia lo stesso laboratorio di armi biologiche.  C'è già di che incuriosirsi. Dopo qualche commento misto a scetticismo, l'autore del post ci riprova e aggiunge altri particolari:  il virus dell'Ebola sarebbe stato brevettato negli USA nel 2009. E allega due interessanti link:
L'autore rinvia poi al sito Autismo e Vaccini dove campeggiano titoli come: "Il Governo della Sierra Leone ordina la chiusura dei laboratori di sperimentazione"  e "Epidemia Ebola: perché è stato assassinato Glenn Thomas".O ancora: "Disastro aereo in Ucraina, epidemia Ebola: coincidenza o fatalità?"
Titoli, diciamolo, che sui media ufficiali difficilmente troverebbero spazio. Forse è per questo che Autismo e Vaccini mette anche noi media sotto accusa: "I canali ufficiali dei media non hanno mai riportato una sola notizia in merito alla presenza del laboratorio di armi biologiche a Kenema, men che meno la disposizione di chiusura, né l’ordine di interrompere la sperimentazione di Ebola da parte della Tulane University. Quindi, quali altri canali ci sono rimasti perché queste informazioni diventino di pubblico dominio, e siano diffuse attraverso le reti sociali, se anche l’OMS e le istituzioni sanitarie evitano di rilasciare informazioni e di agire?". E ancora: "Il blackout dei media, il totale silenzio, la spinta delle più fantasiose promozioni vaccinali, l’incuranza dei laboratori nel maneggiare microrganismi letali, rappresenta a nostro avviso l’evidenza che siamo entrati in un’era di guerra biologica. La guerra principale non si svolge tra nazioni ma tra esponenti dell’élite mondiale che mettono in pericolo la vita dell’intera popolazione del globo utilizzando sempre più i vaccini, sempre più virus da guerra batteriologica e un orchestrato inganno di massa".  Le emergenze mondiali ci devono spingere a capirne di più. E' vero che noi giornalisti spesso siamo distratti e a volte superficiali. Però cerchiamo di non perdere di vista la nostra mission.
Da giornalisti verificheremo con attenzione le fonti. Noi i fatti dobbiamo provarli e il condizionale è sempre d'obbligo. Ma di materiali su cui riflettere nel succitato sito - che riporta fonti documentate ed autorevoli - mi sembra ce ne sia abbastanza, prima di liquidarli come bufale web o tesi complottiste.

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