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mercoledì 10 settembre 2014

Le press-titute dei poteri forti

di Raffaella Vitulano

A Bruxelles vince la linea del rigore e nella nuova Commissione europea i falchi dell’austerità battono le colombe, al punto tale che qualcuno parla già di Commissione ”commissariata”. E questo mentre in Europa molti signorotti dei Poteri marci, grandi capi aziendali che spesso hanno portato le imprese affidategli sull’orlo del fallimento, continuano a gonfiare a dismisura il loro portafogli, in onore al principio di Peter, secondo il quale ”in una gerarchia, ognuno tende a salire fino a raggiungere il proprio livello di incompetenza”. C’è chi sapeva di bolle pronte ad esplodere, ma ha taciuto; qualcuno non sapeva perchè o quando. Ma ha inseguito i propri interessi. E’ così che si è ipertrofizzata l’ascesa al potere di quegli avidi inetti che governano il capitalismo mondiale e che usano un arsenale di tattiche per dissimulare la loro incompetenza, distraendo l’attenzione dai propri errori e scaricandone le responsabilità su altri. Suggestiva l’immagine francese: una mise en abîme (sprofondare nell’abisso) di inganni, imposture, vigliaccherie, mediocrità. E la verità è sempre più annebbiata tra le righe di quella propaganda dei media che Paul Craig Roberts, già editor del Wall Street Journal e già assistente del segretario al Tesoro nell’Amministrazione Reagan, definisce con un gioco di parole presstitute. Craig ci va giù duro in alcuni suoi articoli, come quando scrive che ”la ricchezza delle élites è ottenuta non solo depredando i paesi più deboli i cui leader possono essere comprati (sul saccheggio basta leggere Confessioni di un sicario dell’economia di John Perkins), ma anche derubando i loro stessi cittadini”. Bugie, sospetti, falsità da parte di qualche burattino che metterebbe a rischio il mondo per la propria carriera. In questi giorni, in particolare, è a rischio la sopravvivenza di tutta l’Europa Occidentale ed Orientale.
La crisi - quella economica - colpisce l’Europa, ma il vento spira da Ovest. Oggi, a ridosso dell’anniversario dell’11 settembre, Il Foglio riportava la notizia lanciata da James Rickard - uomo di banca ed esperto Cia - di un summit economico dell’intelligence, dei barbouze come dicono Oltralpe (le barbe finte). Cia, Fbi e servizi segreti del Pentagono avrebbero riunito i loro esperti di finanza e mercati per passare in rassegna l’economia mondiale e lanciare alla Casa Bianca l’allarme rosso sulla nuova tempesta perfetta: indebitarsi non crea più sviluppo; la moneta non si muove; la Fed si trova ormai sull’orlo dell’insolvenza; il sistema bancario americano è super- indebitato; Wall Street è in piena bolla; i derivati continuano a crescere; è peggiorato anche l’indice della miseria che misura disoccupazione e inflazione. Gli equilibri rischiano così di saltare e il crollo del dollaro è vicino. La Cina compra oro; l’Fmi si prepara a diventare la vera banca centrale del mondo intero usando una valuta artificiale come i Diritti speciali di prelievo. La stampa tedesca comincia a distaccarsi dalla propaganda dell’informazione occidentale; il Bild inizia a riportare fatti e news in opposizione diretta con gli interessi americani in Ucraina e anche in Germania. Una difficilissima partita a scacchi, dagli esiti potenzialmente deflagranti.

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