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giovedì 9 ottobre 2014

Sexgates, quando si dice calcolo del Pil

di Raffaella Vitulano

C’è chi sostiene che troppe regole nel mercato del lavoro non invoglino gli investitori. Ma non saranno piuttosto criminalità organizzata e corruzione a metterli in fuga? Il regolamento per calcolare l’incidenza sul Pil dell’economia illegale, adottato dall’Istat su indicazione di Eurostat e in vigore da ottobre, proprio non convince e approda in commissione Antimafia: droga, prostituzione e contrabbando sono in gran parte controllate dalla criminalità organizzata e perlopiù estranee al concetto di consenso volontario. E l’aver incluso questi proventi nel calcolo ufficiale del Pil dei Paesi Ue sembra a tutti gli effetti un umiliante tentativo di crescita artificiale dell’Unione. Da secoli, però, le ricette economiche sembrano puntare più sui vizi privati che sulle pubbliche virtù. Il mondo, ad esempio, cambiò per sempre quando una tale Lewinsky si avvicinò troppo all’ex presidente Usa Bill Clinton. Volontariamente? Mah, va’ a sapere. Qualche maligno suggerisce che l’intero scandalo fu montato ad arte dai repubblicani più ultraliberisti e ultraconservatori, fino al ricatto finale. Per Bill fu facile scegliere tra la defenestrazione con impeachment da un lato e il pass per il Nafta, il divieto della regolamentazione dei derivati e la cancellazione della Glass-Steagall Act (la legge che separava le banche commerciali da quelle private) dall’altro. Un triplo salto mortale che ricorda a qualcuno il siluro destinato all’ex presidente dell’Fmi Strauss Kahn in un altro intrigo di sesso, potere, bugie, finanza e derivati. O quello al generale Petraeus. E’ così - grazie ad un rapporto eccessivamente amichevole tra Clinton e Wall Street - che fu servito al pianeta il disegno di legge sulla deregulation bancaria più radicale e distruttivo della storia americana. Dopo 66 anni i vincoli voluti da Roosvelt furono finalmente messi in soffitta. Ai banchieri, pare, costò soltanto qualche migliaio di dollari offerti all’innocua e rubiconda stagiaire. Più pil per tutti, nel mondo, sia pure con armi e contrabbando. Ed ecco che Clinton ruppe anche l’accordo che l’Amministrazione di George H.W. Bush fece nel 1990, quando Mosca acconsentì alla riunificazione della Germania (che diventò membro Nato) e in cambio Washington convenne che non ci sarebbe stata nessuna espansione della Nato verso est. Ma dopo il 1999 sappiamo com’è andata, e oggi le esercitazioni militari arrivano anche là. E a proposito di armi: nel calcolo del pil restano fuori i proventi dello specifico contrabbando, tuttavia le ”uscite” per gli armamenti saranno considerati “investimenti”. Potrebbero aver pensato così anche Oltreoceano, dato che uno studio commissionato dalla Ue al Conflict Armament Research rivelava ieri che le munizioni che lo Stato islamico sta impiegando nella sua campagna in Siria settentrionale e in Iraq provengono dagli Usa e da altri Paesi alleati contro il gruppo jihadista. Nel mare di illazioni, la risposta di Obama alla crisi finanziaria resta come quella della Ue sbilenca e inadeguata: le corporates e le banche hanno ricevuto incassi sontuosi, mentre le famiglie sono state deluse da piani radicalmente sottodimensionati per stimolo della crescita e riduzione del debito.

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