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martedì 4 novembre 2014

Quei droni sulla Via della Seta

di Raffaella Vitulano

Da ieri la Banca centrale europea ha assunto la responsabilità della vigilanza centrale del fragile sistema bancario. Ma per le grandi banche mondiali - scrive Il Sole 24 Ore - ci vuole piuttosto l’integrity test, l’esame di rettitudine. Per i big della finanza internazionale sembra infatti che le regole rimangano un optional: dopo i mutui subprime e i derivati, dopo la manipolazione dei tassi interbancari Libor ed Euribor, stanno venendo ora alla luce le manipolazioni dei tassi di cambio. Chi pagherà per questo silenzio? Le armi di distrazione di massa hanno funzionato ovunque. Ma un documentario della Tv statale greca ER ci riporta alla realtà, trattando dell’epidemia di depressione calata sul paese come un castigo biblico. Uno degli intervistati dice, ad un certo punto: ”Noi abbiamo il sole. Sono riusciti a farci sentire in colpa per avere il sole”. Un Mediterraneo punito; un genocidio senza sparare un solo colpo e accendere forni. Punito con la complicità della propaganda politica e mediatica; prova di un crimine contro l’umanità diluito da chi vorrebbe esportare la medesima terapia da noi e nel resto del sud. Oggi anche Francia e Olanda sono sull’orlo del precipizio e da qualche mese persino la Germania si affaccia al Club dei Paesi infelici. E presto altri si aggiungeranno, perchè i paesi Ue sono ormai gli unici a pagare tutto: pagano per l’avidità di chi li guida; per le sanzioni decise dagli Usa; per le contro-sanzioni decise dalla Federazione Russa. La Ue ormai non è nient’altro che un portafoglio aperto e sgualcito, mentre la finanza rapace vede nel processo democratico un ostacolo alla generazione di profitto. Il welfare è del resto diretta conseguenza dell’articolazione democratica e per abbassare i costi di welfare è indispensabile deprimere il tasso di democrazia. Lo spread, arma potentissima caricata dalla grande finanza, schizzerà in alto quando i mercati capiranno che non ci sarà nessun regalino di Natale per la montagna di titoli di Stato italiani e spagnoli che stanno comprando. Li svenderanno, sì, e s’impenneranno come renne gli interessi che quegli Stati ci pagano su. Europanico. A sua tutela, il governo britannico ha già emesso un nuovo titolo di Stato denominato in renminbi (o yuan) cinese. E’così evidente la svolta della guerra finanziaria, ma ancora una volta di questa storia si parla appena sulla stampa occidentale, occupata da minuzie nazionali di cortile che offuscano il capolinea dell’attuale sistema basato sul sistema dollaro. Cina e Russia spingono la Germania nella loro orbita economica che utilizzi le nuove rotte commerciali della ”Nuova Via della Seta”. Altro che droni e bombardamenti. Altro che forze mercenarie globali per combattere i terroristi. I cospirazionismi sulla crisi economica globale sfumano e svelano ormai che questa altro non è che una crisi energetica dell’Occidente, che non può più permettersi di rappresentare meno del 10% della popolazione mondiale e consumare l’80% delle risorse energetiche. Non può più permetterselo, a meno che non dichiari congiuntamente guerra ai Paesi Bric. La questione, dunque, è parallela a quella che scatenò la Guerra Fredda e trasformò un modello di sviluppo keynesiano in uno liberoscambista-concorrenziale. Ecco perchè la scelta del prossimo candidato progressista alla Presidenza degli Stati Uniti produrrà effetti politici molto importanti anche a Roma. Già molti guardano a Elizabeth Warren, economista e senatrice del Massachusetts, sensibile al tema della giustizia sociale e conscia dell’importanza dell’investimento pubblico quale volano per la creazione e l’equa distribuzione di nuova ricchezza. La sfida con la signora Clinton è tutta aperta.

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