Translate

giovedì 5 febbraio 2015

Una lucida follia

di Raffaella Vitulano

Sarà una goccia nell’oceano, ma con una manovra senza precedenti la Croazia ha eliminato il debito dei suoi cittadini più poveri, con un programma di governo che mira ad aiutare alcuni dei 137 mila croati il cui conto in banca è stato bloccato a causa di conti non pagati. Il Washington Post riporta che il governo croato ha convinto molteplici città, aziende pubbliche e private, i maggiori fornitori di telecomunicazioni del Paese, nonché nove banche, a supportare il piano per l’assorbimento del debito. Una manovra assolutamente inedita, incomprensibile da parte di quei governi Ue che continuano ad opprimere i cittadini con una dilagante austerità. Nel suo gioco di ruolo la Grecia, in piena ”coercive deficiency” (carenza coercitiva ovvero debolezza estremizzata), si spinge con lucida pianificazione verso il burrone, e la Germania ed i suoi alleati temono soprattutto le reazioni di Italia, Francia e Spagna. Per alcuni il progetto Ue sta diventando illusione collettiva con cui scagionare abilmente un’incapacità politica che, ancor prima di appartenere a Bruxelles, appartiene al governo nazionale. Dal canto loro, gli Usa non restano certo in finestra: Obama strizza l’occhio a Tsipras e convoca la Merkel a Washington per il 9 febbraio, dopo la visita che avrà oggi a Mosca. L’euro è del resto l’ultima linea di difesa del dollaro di fronte alla speculazione monetaria internazionale. Immaginate una enorme massa di dollari in circolazione (detenuta dall’Arabia Saudita, ma anche da Cina e India che, in caso di dissolvenza del biglietto verde perderebbero comunque le loro riserve) e all’ancor più spaventoso fenomeno dei titoli tossici esistenti, pari a 54 volte il pil mondiale. Alla Casa Bianca Frau Merkel potrebbe venire stretta tra nuove concessioni al contributo europeo e le pressioni provenienti dal suo elettorato; difficile scelta. E a Mosca vacilla un’altra tegola sull’inflessibile cancelliera: la richiesta di 600 miliardi di Putin per ”danni di guerra e obblighi di riparazione” per l’aggressione nazista del 1941. I rapporti tra Germania e Russia si fanno più tesi. E anche in questo caso occorre che l’Europa agisca prima che il conflitto ucraino deflagri in una rottura dell’Europa in senso storico, di cui la Russia è parte integrante. La Grecia è, con la Turchia, l’asse portante del fronte sud della Nato ma è a sua volta storicamente legata anche alla Russia. Ieri la Nato annunciava di essere pronta a inviare 5 mila militari: l’escalation del conflitto in Ucraina fa cadere i paraventi dietro ai quali Usa e Ue si muovono per modificare i rapporti di forza in Europa, compromettendo la relazioni con la Russia e mettendo a rischio la stabilità politica del nostro continente. Oscilla intanto paurosamente quella economica. L’istituto Eurofound mette in guardia: l’impatto delle sanzioni contro la Russia determinerà ulteriore crisi e disoccupazione in Europa. Lo scenario è ancora remoto ma l’epoca in corso si presta a cambiamenti repentini e spesso incontrollabili. Tenendo a mente le parole profetiche del sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman: ”In un mondo senza regole dettate dalla politica, sopravvivono soltanto in due. La criminalità e la finanza”.

Nessun commento:

Posta un commento