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martedì 30 giugno 2015

Il geopotere e i balocchi del disordine controllato

di Raffaella Vitulano

L’Europa assediata dal ribollire del terrorismo non sembra trovare sponde nei balocchi del disordine controllato che ormai affligge il pianeta. L’instabilità rinfocola così la creazione di un mondo multipolare che cerca di riequilibrare - con una sua graduale legislazione nazionale ed internazionale - l’usufrutto del potere ed i benefici delle mega-corporazioni d’élite, non ultima la legislazione extraterritoriale che offre alle multinazionali autorità e giurisdizione sulle nazioni grazie all’ambiguo accordo Ttip.
Lento, cadenzato e inesorabile nel suo ottundimento, il tentativo - destinato all’insuccesso - dell’Europa per integrarsi monetariamente, fiscalmente, culturalmente ed etnicamente è impostato per schiantarsi: il Nobel Krugman torna a parlare delle trattative sul salvataggio della Grecia nel suo blog, rilevando ancora una volta che l’unico fine dei creditori sembra essere quello di forzare una spaccatura in Siryza e costringere il premier Tsipras alle dimissioni.
Se Grexit sarà, - sostiene il Nobel - sarà perché i creditori, Fmi in testa, hanno fatto di tutto per farlo succedere: ”Non lasciatevi ingannare dalla rivendicazione che i funzionari della Troika sono solo dei tecnocrati che spiegano ai Greci ignoranti quello che deve essere fatto. Questi presunti tecnocrati sono dei fantasisti che hanno disatteso tutto quello che sappiamo sulla macroeconomia, e che hanno sbagliato ogni passo lungo il cammino. Non è una questione di analisi, è una questione di potere”.
Della stessa opinione è il professor Jacques Sapir, che da tempo si pronuncia in maniera molto chiara sulla deriva della Troika, la cui posta in gioco non è più il debito, ma i principi della democrazia e della sovranità nazionale. ”La democrazia muore quando si ruba a chi lavora per dare a chi non fa nulla... Obbligare la gente a finanziare con le proprie tasse la propaganda di idee che non sono nel loro interesse, è criminale e tirannico”, sosteneva già Thomas Jefferson a fine ’700. Ok, abbiamo fatto passi avanti. Ad evidente riprova di ciò, la decisione di escludere la Grecia dalla riunione dell’Eurogruppo di sabato 27 giugno, un colpo di mano da parte del Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. ”Siamo in presenza di un vero e proprio abuso di potere. È un fatto inaudito, che viola tanto lo spirito quanto le norme dei trattati dell’Unione Europea. L’assenza di reazioni da parte degli altri partecipanti alla riunione è altrettanto grave. Quel giorno è stato un giorno decisamente nero per la democrazia. E i giorni a venire potrebbero rivelarsi i più oscuri”.
Anche iI premio Nobel Joseph Stiglitz si pronuncia in maniera molto esplicita sulla crisi in corso tra la Grecia e la Troika: ”Oltre alla assurda insistenza degli eurocrati su obiettivi che la maggior parte degli economisti del mondo ha condannato come inutili e punitivi, qui si rivela con chiarezza la vera faccia del progetto Uem, antitesi della democrazia, nato per favorire la concentrazione della ricchezza e schiavizzare il lavoro. Dovremmo essere chiari: quasi nulla dell’enorme quantità di denaro prestato alla Grecia è effettivamente andato al paese. E’ andato a pagare i creditori del settore privato - comprese le banche tedesche e francesi. La Grecia ha ottenuto una miseria, ma ha pagato un alto prezzo per preservare i sistemi bancari di questi paesi”. E intanto scalda i muscoli la Francia , timorosa di incamminarsi a sua volta sulla ”Frexit”. Se fossero confermate le prospettive elettorali per le prossime presidenziali francesi, e nel 2017 a vincere fosse “Madame Frexit” Le Pen, a rischiare non sarebbe solo l’euro, ma l’Unione Europea stessa che da sempre si è fondata sulla relazione speciale franco-tedesca.
Nel sonnambulismo europeo, stordito tra crisi greca e attacchi Isis, i ministri della Difesa Nato hanno intanto decretato che la minaccia per il mondo occidentale non viene dallo jihadismo del Califfato ma dai fantasmi di armate cosacche di Putin. E non è una svista. Verità mancate, amnesie. Nella sua analisi, è infine lo storico Thierry Meyssan ad appellarsi ai media globali invocando maggiore attenzione: ”I giornalisti non devono essere testimoni dei fatti ma analisti in grado di scoprire la verità dietro le apparenze. È a questo che servono, perciò il concetto di "informazione continua" è la negazione del giornalismo. O i giornalisti sono lì a fare controlli incrociati, verificare, contestualizzare, analizzare e interpretare, o sono inutili” e servono solo a fabbricare manipolazioni.

2 commenti:

  1. lavoro in una BCC da oltre 40 anni e da quasi altrettanti anni sono iscritto alla FIBA CISL, ora FIRST.
    Quando ho letto un opuscoletto propagandistico a favore della UE e dell'euro, mentre ero in fila per il 730, ho veramente avuto l'intenzione di sbriciolare la tessera. E non molto fanno per trattenermi i pur bravi colleghi della rappresentanza aziendale (bravi per quello che fanno in azienda e nelle trattative regionali o nazionali, non certo per quello che (non) hanno capito del quadro macroeconomico ed anche geopolitico).
    E' stato veramente un grande sollievo scoprire, da Goofynomics, la presenza di questo blog ma, soprattutto, di una persona che in CISL ha un ruolo importante e che ancora pensa con la propria testa ed ha il coraggio di esporre le proprie idee, anche quando non sono in linea con quelle della maggioranza che si informa alla TV e sulla stampa mainstream.
    Grazie per avermi restituito un po' di fiducia ed un pizzico di speranza !

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    1. Carissimo Romano, se sei un iscritto Cisl saprai bene che pluralismo ed autonomia sono valori fondanti di questo sindacato. Incoraggiamo il dibattito, ciascuno col proprio ruolo. Io sono una giornalista, ho seguito a Conquiste gli Esteri per vent'anni e oggi cerco solo di fare il mio lavoro senza pregiudizi, con analisi delle informazioni ed inchieste specifiche sul quadro macroeconomico e geopolitico. La Cisl, del resto, di recente ha assunto posizioni dure in documenti ufficiali contro l'austerity europea, il Fiscal Compact e misure che impediscono crescita e sviluppo e così la Confederazione europea dei sindacati. Grazie a te per i tuoi apprezzamenti e in bocca al lupo!

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