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martedì 21 luglio 2015

Gauche caviar, i Maschi Alfa dell'economia in rivolta

di Raffaella Vitulano

Et voilà, la stampa francese è in fermento per il rientro in scena, attraverso una lettera aperta agli amici tedeschi, di Dominique Gaston André Strauss-Kahn (più brevemente Dsk), da qualcuno appellato il Metternich col Blackberry. E da qualcun altro appellato con tratti più variopinti riassunti in quella che, considerata la sua recente intesa con l’ex ministro greco Varoufakis, chiama la rivincita dei Maschi Alfa dell’economia in rivolta.
Dsk non è scevro da ambizioni politiche, e la situazione di estrema impopolarità di Hollande gli apre praterie d’azione verso una “Euroexit di sinistra”. E già, perché laddove i populisti falliscono, la strana coppia Varoufakis-Dsk vuole riuscire ponendo le basi per un raggruppamento politico transnazionale al quale hanno già dato la loro adesione economisti americani come Galbraith e il premio Nobel Stiglitz. Una formazione un po’radical chic, un po’ gauche caviar . Una sponda tra i giardini della Tour Eiffel e la vista sul Partenone , ”ma non biecamente marxista-leninista”, puntualizza Jean-Paul Fitoussi, l’economista che con Strauss-Kahn ha condiviso decenni di insegnamento nell’atelier parigino di cultura liberal SciencesPo. Una fronda dei prìncipi, insomma, perché si sa, contro le élites le rivoluzioni dal basso servono a poco. Un po’ Versailles e un po’agorà: brioches per tutti.
L’euro, in effetti, è nato per suggerimento atlantico da un accordo Franco-Tedesco per interessi soprattutto Franco-Tedeschi. Ma gli Usa oggi non restano in finestra, e i suoi giornali scrutano le mosse crudeli e felpate dell’austerità . Gregory Mankiw (tra  gli economisti americani più influenti e produttivi, già consigliere della Casa Bianca.) sul New York Times  torna sul tema del “ve l’avevamo detto”: era stato previsto non solo che l’euro sarebbe stato un fallimento economico, ma anche che avrebbe creato conflitti politici, tensioni e divisioni tra i paesi. Matt O’Brien del Washington Post rilancia:  perfino paesi ritenuti “virtuosi” sono stati duramente colpiti dalla loro appartenenza all’euro. Tutto quello che possono fare è tagliare stipendi, spese e ridurre i salari ancora di più come penitenza per qualunque trasgressione economica possono avere o non avere commesso. E questo può succedere sia che si seguano le regole o no: ”L’euro è un dio capriccioso, che elargisce punizioni ai santi come ai peccatori”.
Chi invece guarda dritto all’Italia è l’austriaco Der Standard, che ha gettato un occhio sui problemini del nostro settore bancario, profetizzando che sarà il nostro paese a far esplodere l’eurozona, coi suoi crediti andati a male da quando i i debitori non pagano più i ratei. Le imprese italiane private e produttive muoiono incenerite da otto anni di recessione; i privati cessano di pagare i mutui; le famiglie non pagano le rate per l’auto; una stragrande parte della società è insolvente. L’incendio che l’Italia appiccherà in Europa farà apparire quello della Grecia un piccolo falò.
Intanto i due Maschi Alfa dell’economia sprizzano testosterone sulla rivolta per una revanche contro i burattinai che a metà del loro spettacolo decisero di deporre i fili . Il sospetto infatti che la loro causa non siano proprio i poveri d’Europa viene ricordando che l’allora ministro delle finanze Yanis Varoufakis  assunse nuovamente la banca d’affari Lazard per assistere il suo governo nei negoziati coi creditori della Grecia. Base operativa dell’agenzia statunitense Lazard, specializzata in consulenze ai governi indebitati (ha lavorato anche per i governi di Spagna e Regno Unito), è a Parigi, ed è guidato da un certo Matthieu Pigasse, già amico di Sarkozy e oggi del presidente Hollande, che gli avrebbe più volte ricordato come la Francia sia un cliente 50 volte più grosso della Grecia, di cui è creditore. Ubi maior, va da sé quali governi  Lazard debba favorire, dato che la finanza speculativa transnazionale non sopporta di esser tagliata fuori dalle rendite del debito pubblico e pretende tributi dai contribuenti di tutti i paesi occidentali, tenendo i governi nazionali in balia delle oscillazioni e delle paturnie dei “mercati”.
Ieri il quotidiano greco Kathimerini rivela che “il libro nero del Grexit”, definito in totale segretezza al 13° piano del Palazzo Berlaymont a Bruxelles, presumibilmente contenga l’ipotesi che scoppi una guerra civile in caso la Grecia sia cacciata dalla valuta comune,  e si spinge a prevedere che ” le strade di Atene risuoneranno del rumore dei carri armati” dell’esercito che dovrebbero contenere il malcontento sociale.

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