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venerdì 8 gennaio 2016

2016, fuoco alle polveri (delle previsioni) mondiali

 di Raffaella Vitulano

Inizio anno, fuoco alle polveri di oracoli e di previsioni mondiali. Alcuni editorialisti del Financial Times vaticinano che Angela Merkel non sarà più cancelliere della Germania nel 2016 a causa della crisi migratoria, mentre i prezzi del petrolio saranno superiori ai 50 dollari. Assad resterà il presidente della Siria. E ancora, Hillary Clinton vincerà le elezioni presidenziali degli Stati Uniti, anche se "il suo mandato sarà polarizzato"; il Regno Unito deciderà di rimanere nell'Unione europea nel referendum previsto per il 2016 e il prossimo anno, probabilmente, sarà ”il più instabile per la valuta cinese”. Sulla stessa testata si esercita con virtuosismi anche Wolfgang Münchau, che nel suo editoriale di inizio anno (dall’eloquente titolo “La molteplicità delle crisi in Europa non è casuale“) sostiene che le tante contraddizioni e crisi che attraversano l’Europa sono tutte frutto della stessa causa: la disfunzionalità della costruzione europea. Bella scoperta. Il grosso errore di fondo, per l’autore, è ovviamente la moneta unica. E qui l’analista ci va giù duro: piuttosto che aspettare che le tensioni crescano proseguendo per inerzia sulla vecchia strada, speriamo in una rottura ben gestita dell’intera impalcatura. In Germania, del resto, una catena di supermercati ha deciso di fare breccia nel cuore dei nostalgici, e questo mese accetterà il vecchio marco. Le vecchie monete raramente riescono ad avere una seconda vita, e se lo fanno in genere è grazie alle forze politiche. La volontà di guardarsi dentro regna ormai sovrana a Berlino e dintorni, dove gli appelli pro e contro l’apertura delle frontiere soffiano ormai su porte girevoli . Chi invece in questo inizio anno ha guardato altrove sono stati Dolce e Gabbana, che hanno creato una collezione fashion dedicata a donne col velo. Così il business travestito da "terzomondismo islamicamente corretto” - che poi parla più agli emiri, amici dell’Occidente, invece che ai proletari musulmani - va di pari a passo con quella teologia tutta riformistica che preconizza un illuminismo islamico sempre più lontano dalla Tradizione. Occhialoni e chador per donne di classe, mentre gli uomini giocano a scacchi col pianeta. Regine, Re ed Emiri muovono le pedine europee, che ormai dalla crisi petrolifera del 1973 pianificano con i paesi della Lega Araba la fusione delle due sponde del Mediterraneo nell’agglomerato denominato "Eurabia" (espressione tanto piaciuta alla Fallaci). Un progetto perseguito con coerenza - soprattutto dai francesi - attraverso il cosiddetto "Dialogo euroarabo". Mai come quest’anno il Mediterraneo sarà da tenere d’occhio. La sfida dell' Arabia Saudita allo shale oil americano, uno dei fattori che hanno portato al crollo del greggio, potrebbe avere come conseguenza anche la caduta di uno dei pilastri dell' economia mondiale, i petrodollari. Lo scenario da incubo, preconizzato dagli strateghi della geopolitica americani, sembra diventare realtà: l’indipendenza economica straniera dal controllo degli Stati Uniti.
Ciò creerà inevitabili nuove tensioni. Paul Craig Roberts, ex assistente segretario del Tesoro Usa ed Editore Associato del Wall Street Journal, ricorda come Il collasso dell’Unione Sovietica nel 1991 abbia dato vita ad una pericolosa ideologia statunitense chiamata neoconservatorismo, i cui teorici hanno da anni intrapreso il loro piano di egemonia sul mondo . Anche Michael Jabara Carley, professore di storia all’Università di Montréal, fa risalire l’espansione della Nato da quell’anno. E oggi si riparla ormai apertamente di nuova Guerra Fredda tra Usa e Russia. Su Zero Hedge, Alastair Crooke, diplomatico britannico, ribadisce come gli Usa non intendano riconoscere alla Russia alcun ruolo geopolitico diverso da quello di vassallo. E di contro, i governi russo e cinese stanno investendo in economie di prossimità, in termini che cementino l’integrazione economica euroasiatica, sulla base del petrolio russo, delle esportazioni erariali e del finanziamento cinese. L’Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib) minaccia di sostituirsi ai programmi dell’Fmi e della Banca Mondiale che favoriscono i venditori, le banche e i possessori di bond degli Stati Uniti (con gli Stati Uniti che detengono potere di veto unico). La Nuova Guerra Fredda dell’America con la Russia sta dunque creando una reazione che sta lacerando gli equilibri posti in essere a partire dal sistema di Bretton Woods post-1945. Se e quando si assisterà alla rottura, questa non sarà marginale, ma rappresenterà uno spostamento sismico dal punto di vista della geopolitica. Il 2016 potrebbe essere l’anno tellurico.

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