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martedì 16 febbraio 2016

La Ue? Una maionese impazzita frullata da Wasington

di Raffaella Vitulano

Il Financial Times continua a martellare il presidente del Consiglio, Matteo Renzi e scrive che ”la sua fortuna sembra si stia esaurendo".  E’ ormai evidente che il governo di Roma sia sotto attacco anche dalla Germania di Schauble, che spinge per un immediato ”bail-in sovrano”, che aggrava il “bail-in bancario” decretato a Bruxelles (e ratificato dal nostro distratto parlamento). Al pari del bail-in bancario, il default sovrano costringerà i cittadini a pagare di tasca loro il proprio aumentato rischio-paese. Ma come? Semplice, coi titoli di Stato. La mira è di gettare Italia, Spagna, Portogallo, come già la Grecia, sotto le amorevoli cure della Troika, alle tipiche condizioni che il Fondo Monetario esige da decenni dai debitori del Terzo Mondo: tagli agli investimenti sociali, risparmi sulle infrastrutture, svendita dei gioielli nazionali di famiglia. Poi, quando ci avrà spremuti come un limone, Berlino ci sbatterà fuori dall’eurozona, ovviamente dando a noi la colpa della nostra bancarotta. Washington, solo a quel punto, darà il colpo di grazia a Berlino spingendola nelle braccia di Mosca.  Il debito pubblico italiano, nella sua connotazione attuale, è del resto difficilmente ripagabile e il timore di un evento creditizio sul debito sovrano italiano è inoltre confermato dall'adozione delle Clausole di azione collettiva (Cac), con cui diventa legge la possibilità di ristrutturare il debito sovrano (default).
Dal 2013, come stabilito nel trattato che istituisce il fondo salva stati (Mes), tutti i paesi europei sono infatti obbligati ad applicare le Cac sui propri titoli di debito pubblico di nuova emissione. Le Cac sono vere e proprie clausole vessatorie previste sui nuovi titoli di stato di durata superiore a 12 mesi, emessi da ogni paese europeo aderente al Meccanismo europeo di stabilità. La proposta fatta propria da Schäuble lascia senza reti di sicurezza i titoli di Stato per i risparmiatori e gli investitori. Per Berlino (ma anche per Bruxelles e la Bce di Francoforte) è ora di esporre i governi alla piena disciplina del mercato, dato che quella del fiscal compact ha di fatto fallito. Il mese prossimo e in giugno due gruppi di lavoro dell’area euro presenteranno rapporti che precisano e declinano il progetto. Per le banche italiane, e il finanziamento del debito pubblico di Roma, l’impatto sarebbe profondo. È il corrispettivo per gli Stati delle norme già in vigore per le banche: sospensione del versamento di interessi e del rimborso dei titoli se un Paese chiede un salvataggio europeo.
Draghi ha già annunciato all’Europarlamento che amplierà il Quantitative Easing. Consideriamo che la Bce acquista come creditore titoli, sul mercato secondario, fino ad un rating “BBB”, al di sotto del quale può comprare titoli solo in presenza di un programma di aiuti internazionali erogato dalla Troika. Il debito italiano oggi è già al limite “BBB”: cosa ne deducete? Che siamo già a un passo dal precipizio e che ormai la Ue è una maionese impazzita, centrifugata nel si salvi chi può. Perfino la Germania rischia la sindrome argentina, mentre preannuncia che se si vuole porre fine alla crisi siriana non c’è alternativa al dialogo con la Russia. A Fulvio Scaglione, vicedirettore di Famiglia Cristiana, colpisce un altro ”dato politicamente più clamoroso, cioè quanto sia ormai impazzito l’impero di Washington”, che ormai accende solo micce nel mondo. E’ scontro tra i candidati presidenziali: Sanders rimprovera la Clinton per gli insegnamenti di politica estera da lei ricevuti da Henry Kissinger, ”uno dei più distruttivi segretari di stato nella storia moderna di questo paese”. Tutti contro tutti, sull’orlo della globalizzazione di un conflitto nucleare. Michael T. Flynn, tenente generale in pensione dell’esercito americano, dal luglio 2012 all’agosto 2014 a capo del coordinamento centrale delle agenzie di intelligence Usa, rivela la ”deliberata decisione”dell’Amministrazione di sostenere ribelli costituiti da salafiti, da Al Qaeda e Fratelli Musulmani. Dal crollo delle Torri Gemelle, solo uno scenario di inarrestabile e devastante destabilizzazione globale, con milioni di morti e popoli in fuga, in un’area vastissima del mondo e con una violenta escalation dei conflitti. La buona notizia, si fa per dire, è che - aggiunge Fausto Carotenuto, già analista strategico dei servizi segreti italiani- un 20-30% dell’umanità si sta “risvegliando”, e ha capito che non si può più fidare del sistema mainstream, politico e finanziario, economico e mediatico. E prende con le molle anche l’ennesimo mantra di Soros: ”Gli attacchi organizzati dagli jihadisti, per quanto terrificanti, non possono paragonarsi alla minaccia esistenziale posta dalla Russia”.

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