Passa ai contenuti principali

Post

In primo piano

L’insostenibile leggerezza dell’uso della forza ad ogni costo

  Ballando sui ponti dei vascelli fantasma ad Hormuz. È tutto così aleatorio e al tempo stesso spaventosamente chiaro quanto sta accadendo. Esistono serie discrepanze tra quanto dichiarano l’Iran e gli Stati Uniti, mentre lo stretto di Hormuz non sarebbe mai stato del tutto chiuso: i Lloyd’s di Londra e le compagnie assicurative marittime hanno sospeso le coperture per il rischio guerra (war risk) nel Golfo Persico a inizio marzo 2026. Questo ha reso impossibile per molti armatori operare nel tratto di mare, indipendentemente dalla volontà iraniana di chiuderlo o meno. Alcune navi, in particolare quelle legate alla Cina e all’Iran, hanno continuato a viaggiare, spesso disattivando i sistemi di tracciamento o operando fuori dai circuiti assicurativi standard. In sintesi, la narrazione finanziaria è parzialmente corretta: la chiusura non è stata un muro invalicabile, ma piuttosto una sospensione indotta dal mercato assicurativo in risposta alle minacce militari iraniane e all’escalat...

Ultimi post

Hormuz, la bomba atomica digitale sottomarina

Bibi & Donald, accordi e disaccordi

The Autopia, l’utopia di trasformare Gm, Ford e altre in fabbriche di guerra

Il sionismo cristiano nella guerra poco compreso dalla razionale Europa

Dies Iran. Guerra e Pace, perché Tolstoj è sempre attuale

Lo Stretto di Trump e le regole del caos. Shock energetico come il covid-19

E se Trump non fosse un indeciso ma solo un abile dissimulatore?