Le relazioni pericolose tra l’aquila calva e il dragone
Un gesto impetuoso, da cowboy, è contrario al paziente approccio cinese. Mentre gli Stati Uniti conducono una guerra contro l’Iran, la Cina sta seguendo lo schema previsto da Brzezinski: mantenere un basso profilo assicurandosi al contempo contratti energetici a lungo termine e accordi di sicurezza nel Golfo Persico. Il crescente coinvolgimento della Cina nelle infrastrutture petrolifere iraniane (come la piattaforma Alborz) è la manifestazione concreta dell’“in tegrazione eurasiatica” di cui si preoccupava Brzezinski. La Cina sta trasformando l’Iran da perno geopolitico in una testa di ponte cinese, dato che anche la Cina trae vantaggio dall’esaurimento delle risorse americane. L’inde bolimento dell’arsenale statunitense indebolisce ulteriormente la posizione degli Stati Uniti lungo le coste cinesi. Washington lusinga, spinge, ma se la Cina si unisse alla guerra in Iran, cadrebbe in una trappola per orsi. Ma Pechino le fiuta da lontano. In geopolitica, l’errore peggiore è lascia...