Sull’Anticristo e sugli affari di Peter Thiel che vorrebbe piazzare Palantir ovunque
Quando Klaus Schwab dichiarò sul palco che la quarta rivoluzione industriale avrebbe portato alla “fusione delle nostre identità fisica, digitale e biologica”, molti lo interpretarono come un progresso tecnologico. Per altri, invece, fu un segnale d’allarme.
Questa affermazione non fu fatta a caso, bensì nel contesto del World Economic Forum , dove amministratori delegati, capi di Stato e rappresentanti di aziende tecnologiche si incontrano a porte chiuse”. Lo scrive Uncut- news.ch, ricordando come Schwab descrivesse la nuova era come una combinazione di intelligenza artificiale, genetica, ricerca sul cervello, tecnologia dei sensori e infrastrutture digitali. “Gli esseri umani stanno diventando sempre più parte di un sistema in rete in cui corpo, dati e identità convergono. Ufficialmente, l’attenzione è rivolta all’efficienza, alla medicina personalizzata e all’innovazione.
Tuttavia, parallelamente, stiamo assistendo a un movimento politico globale verso un’infrastrut tura di identità digitale, spesso mascherato da tutela dei minori. Ed è proprio qui che inizia la questione cruciale: se l’identità digitale diventa un prerequisito per la partecipazione sociale - per i social media, le transazioni finanziarie, i servizi sanitari, i viaggi allora la struttura di potere tra l’individuo e lo Stato cambia radicalmente”. I governi collaborano strettamente con le grandi aziende tecnologiche. Ong, think tank e aziende tecnologiche sviluppano concetti per la governance digitale. “Trasparenza?
Praticamente inesistente. Controllo democratico? Difficile da accertare”. Esiste inoltre l’iniziativa delle Nazioni Unite, “Agenda 2030”, quadro di riferimento per la sostenibilità con 17 obiettivi di sviluppo. Entrambi i progetti prevedono aumento dei sistemi di identità digitale; registrazione biometrica come standard; analisi dei dati supportata dall’intelligenza artificiale; stretta integrazione tra governo e grandi aziende tecnologiche; coordinamento internazionale dei quadri normativi. Quando identità fisiche, digitali e biologiche si fondono, non solo emerge l’innovazione, ma si crea anche un nuovo livello di controllo. C’è poco da aggiungere o da obiettare. Sullo sfondo: una élite che può sopravvivere solo con le guerre, con la tecnologia a supporto ed un potere ormai diventato transnazionale. Il Reset è Davos. E sarà Reset comunque, per dare seguito a folli piani di miliardari sempre più annoiati, ingaggiati da dinastie sempre più avide di denaro. Che ne sarà di noi? L’Unione europea si sfalderà probabilmente per contrasti interni, con la “bomba finanziaria” francese a rischio esplosione entro qualche mese, leggasi crac. A fare da ponte tra nuove ideologie da Silicon Valley e aristocratici mefistofelici, la figura di Peter Thiel, punto d’interse zione tra fede, politica e potere culturale, simbolo della destra conservatrice statunitense che riesce a proiettare le proprie dinamiche interne ben oltre il perimetro politico, influenzando narrazioni, istituzioni e percezioni pubbliche in modi spesso difficili da decifrare. Il co-fondatore di Palantir e PayPal ha tenuto una serie di conferenze in tutto il mondo dedicate alla discussione delle sue opinioni sull’Anticristo biblico e su come queste si relazionino al dibattito odierno sul rischio tecnologico, ma a Roma non ha avuto forse la eco che lui si aspettava. E cosa si aspettava questo guru tecnologico, la cui visione prevede la sostituzione della democrazia e dello stato di diritto con una “superplutocra zia” d’élite che “controllereb be e proteggerebbe l’umanità dall’arrivo dell’Anticristo” che nient’altro sarebbe che la burocrazia, con cui l’Italia convive da secoli? La descrizione dell’Anti cristo fatta da Thiel si applica a “chiunque ponga dei limiti al progresso illimitato”. E vai con gli sbadigli. Ovvero frontiera libertaria della Silicon Valley contro eccessi burocratici che operano per conto dell’Anticristo.
Una visione in cui capitale e tecnologia sono forze redentrici. Beh, lo abbiamo visto negli ultimi anni come Thiel abbia contribuito alla modernità. Con Palantir, ad esempio, azienda di analisi dei dati i cui strumenti sono stati acquistati da agenzie governative negli Stati Uniti e in altri paesi per scopi di riconoscimento facciale, polizia predittiva e individuazione di obiettivi militari. In un periodo di crescenti tensioni geopolitiche, rapida militarizzazione e intensificazione dell’in stabilità ambientale, il pericolo rappresentato da visioni geopolitiche imperialiste, scioviniste e suprematiste come quelle propugnate da Thiel (e dagli interessi profani e sanguinari che esse servono), dovrebbe essere fin troppo evidente. C’è poco da spiegare e tenere conferenze. Nell’in dolente e pigra Roma, poi. “Sembra proprio che Peter Thiel stia perdendo la testa. Tutto bene, amico?” gli scrivono Joe Wilkins e Jon Christian da Futurism. com: “Le sue convinzioni di un tempo - un mix esplosivo di scienza razziale, libertarismo e capitalismo sfrenato - potrebbero sembrare ripugnanti a molti, ma almeno seguivano la logica interna di un miliardario del settore tecnologico estremamente potente. Ora, però, alcune informazioni trapelate lasciano intendere che stia effettivamente perdendo il controllo. C’è qualcosa di mortificante in questo spettacolo: un uomo adulto, presumibilmente un modello di pensiero razionale, che si aggira tra testi religiosi ancestrali per terrorizzarsi con profezie superstiziose, alle quali le persone intorno a lui credono solo perché è ricco e potente. C’è un vecchio detto, spesso attribuito alla scrittrice per ragazzi vincitrice della medaglia Newbery, Ellen Raskin: i poveri sono pazzi, i ricchi solo eccentrici. Ebbene, ci sono persino momenti in cui sembra che Thiel si stia abbandonando a qualcosa di simile al pensiero disordinato associato a gravi malattie mentali, creando associazioni bizzarre tra numeri e concetti che sfidano il ragionamento logico: sfoghi chefarebbero pensare a un intervento psichiatrico se fossero manifestati da un amico o una persona cara”. Peter Thiel pensa che l’Anticristo sia ovunque ci sia una figurache tenti di arrestare il progresso scientifico e di instaurare una sorta di stato mondiale. La sua azienda, Palantir, sostiene con forza l’operazione israelo- americana in Iran, che il Papa ha condannato. Thiel si oppone inoltre alla regolamentazione governativa dell’intelligenza artificiale, tema centrale del primo anno del pontificato di Leone. Robert Prevost ha scelto il nome Leone in parte pensando all’in telligenza artificiale. Nel XIX secolo, Papa Leone XIII affrontò infatti la questione sociale derivante dalla Rivoluzione Industriale in modo interventista e comunitario. Ma ricordiamo anche che Papa Leone XIII è famoso anche per aver composto un potente esorcismo contro il demonio. Più recentemente, il nuovo papa Leone XIV ha ribadito l’importanza del ministero degli esorcisti e la lotta contro il maligno. Il periodo attuale, in cui il satanismo è fuoriuscito anche dagli Epstein file, ne inquadra bene il contesto. L’Evangelista Giovanni è categorico in proposito - scrive l’Avveni re, che cita una definizione cristallina, che non lascia margini di equivoco: “Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’Anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio” (1Gv 2,18.22). Nel quarto capitolo, Giovanni affina ulteriormente il criterio: “Ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’Anti cristo»(1Gv 4,2-3). La definizione giovannea dell’Anticristo è dunque precisa, teologica, cristologica. Riguarda il riconoscimento o il rifiuto dell’Incarnazione. E quel contenuto - l’Incarnazione, la Redenzione, la Risurrezione contenuto trinitario, cristologico, pneumologico, mariologico, ecclesiologico, soteriologico, escatologico, è esattamente ciò che la visione di Thiel, nella sua coerenza ultima, esclude o svuota”.
Probabilmente tutta questa storia è stata ideata da un team di marketing, ma la motivazione di fondo è certamente sua. Dopotutto, la probabilità che anche una sola persona in quel pubblico di persone sofisticate creda nell’Anticristo è praticamente nulla. Nel suo discorso, Thiel ha reso evidente il suo dilemma: vuole scongiurare la regolamentazione del settore tecnologico, che molti ritengono urgentemente necessaria. Ma sa che alla maggior parte delle persone non importa nulla delle fortune dei miliardari della tecnologia o delle complessità delle politiche tecnologiche. Sembra ovvio che abbia bisogno del sostegno delle masse trumpiane per generare una resistenza sufficiente agli sforzi globali volti a impedire che l’intelligenza artificiale ci renda tutti schiavi. Nonostante la sua dichiarata fede, Thiel comprende la credulità del carattere americano - un tema ricorrente nella letteratura storica del paese - e a quanto pare pensa di poter manipolare ulteriormente i poveri ingenui. La sua proposta: dichiarare che la regolamentazione è opera dell’Anticristo. E allora a Roma siamo ampiamente vaccinati. Se esistesse davvero un anticristo, Thiel stesso sarebbe un ottimo candidato. Certo, è cofondatore di PayPal, delle società di venture capital Founders Fund, Valar Ventures e Mithril Capital, e ha contribuito a finanziare Facebook. Ma, soprattutto, è anche il principale fondatore di Palantir. Palantir, tra le altre cose, aiuta l’Ice a tracciare e identificare gli immigrati, contribuendo a retate nei luoghi di lavoro, detenzioni ed espulsioni. Amnesty International ha condannato specificamente l’azienda per aver reso possibili le separazioni familiari e altre violazioni dei diritti umani.
Palantir ha inoltre creato il sistema di intelligence Nectar, un software basato sull’intelligenza artificiale che riunisce diversi database delle forze dell'ordine in un’unica piattaforma informatica, al fine di ottenere informazioni su etnia, vita sessuale privata, stato di salute e convinzioni politiche di un individuo. È particolarmente ironico che Thiel affermi di essere preoccupato per un mondo totalitario, visto che la sua azienda è una delle principali protagoniste della sorveglianza della popolazione. Di recente ha affermato: “È diventato piuttosto difficile nascondere i propri soldi”. Una vera seccatura
Rsffaella Vitulano

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